Il MASSAGGIO è probabilmente il metodo più antico per prendersi cura di una persona, i suoi innumerevoli metodi consentono di agire sul piano fisico, mentale, emotivo ed evolutivo. I massaggi possono essere distinti e classificati in vari modi e tutte le tecniche sono efficaci, ma ogni soggetto reagisce individualmente secondo le sue caratteristiche e spesso ci troviamo meglio con alcuni tipi di massaggio. Ognuno di noi è invitato a trovare il massaggio più adatto a se stesso, perché sia un’esperienza completa, un dono prezioso. Scoprite il vostro massaggio. Mauro

mercoledì 22 ottobre 2014

CELLULITE E LINFOTAPING

Perché il taping kinesiologico facilita la funzione del sistema linfatico:
L’acqua è il costituente principale dell’organismo; il contenuto in acqua del corpo umano corrisponde al 60-65 % del peso corporeo nell’uomo e al 55-60% nella donna. La quantità di acqua totale tende a diminuire con l’età; nel bambino e nell’adolescente, infatti, l’acqua totale costituisce una quota maggiore.
L’acqua totale è distribuita in due compartimenti:
a)    Intracellulare        b) Extracellulare : 1.- intravasale  2. extravasale/interstiziale
Le cellule ricevono dal sangue tutte le sostanze di cui necessitano tramite il passaggio nel liquido interstiziale, che funge da intermediario fra il sangue e le cellule (potremmo definirlo come “il nostro mare interno”).
 
Trattamento fisico delle disfunzioni del drenaggio dei fluidi:
1)    Fase d’attacco: massaggio linfodrenante, seguito da 10 minuti di riposo in posizione declive e contenzione, che dopo sarà accompagnata dall’applicazione del taping elastico (da 10 a 30 giorni);
2)    Fase di mantenimento: deve essere adattata al processo di drenaggio della persona: con l’utilizzo di presidi compressivi a pressione differenziata e attività motoria adeguata;
3)    Fase di assenza dell’operatore: la persona deve essere in grado di autogestirsi avendo appreso tutte le regole di igiene, le abitudini e le regole preventive del ristagno di fluidi.
 
Linfo-taping – trattamento aggiuntivo:
L’applicazione del taping elastico deve essere valutata in base allo stadio della disfunzione estetica.
Meccanismi d’azione del taping elastico:
1. La prima azione è data dalla pelle che viene sollevata; lo spazio che si crea riduce la pressione interstiziale e viene attivato un flusso dei fluidi verso la zona in cui la pressione è stata ridotta.
2. La seconda azione si ottiene attraverso il movimento corporeo, il tape elastico sollevando la pelle in modo ondulatorio amplifica l’effetto di stiramento/contrazione. Le aderenze del connettivo vengono perciò ridotte ottenendo una migliorata scorrevolezza dei filamenti tra le cellule interstiziali, dell’endotelio, dei linfangi e le fibre del connettivo. Si aprono così più facilmente le porte dei vasi linfatici e la linfa defluisce più velocemente.
3. La terza azione è la funzione conduttrice del tape elastico. Un liquido ha la proprietà di muoversi in certi binari guida. Il nastro provvede a una più veloce conduzione della linfa lungo le strutture di conduzione nella direzione desiderata.
Lo stiramento della pelle produce la trazione dei filamenti connettivali (filamenti di Leak), che sono direttamente in connessione al capillare linfatico, e tutto ciò permette di  mantenere pervio il lume dei capillari linfatici ( viene favorito il riempimento linfatico del linfangione).
 
Questi 3 principi di azione rappresentano la base di un drenaggio continuo della zona di applicazione del taping kinesiologico.
E’ di fondamentale importanza oltre ad una corretta applicazione del nastro eseguire prima un drenaggio linfatico manuale (DLM  secondo Vodder o Leduc, etc).
La combinazione di terapie manuali (DLM) e linfo-taping garantisce una ulteriore sinergia per una ottimale azione specifica sul drenaggio della cellulite.
In definitiva il linfo-taping determina i  seguenti effetti:
a) aumento della velocità di flusso venoso – linfatico: determinato dal nastro nella zona sottostante con lo spostamento dei fluidi, una distensione dei vasi; l’effetto complessivo è un incremento della velocità di flusso ematico all’interno dei vasi venosi e di deflusso linfatico.
b) effetti biochimici: le forze di tensione e di stiramento che si generano nella zona sottoposta all’applicazione del linfo-taping contribuisco a ridurre la compressione tessutale.
  
E’ importante sottolineare che la tecnica scelta sarà in relazione alle condizioni di ogni singolo persona.
Possiamo trovarci di fronte a  tre stadi fondamentali di cellulite:
1)  morbida (ad elevata componente fluida), il linfotaping utilizza la sua caratteristica di potenziare la fase di drenaggio della componente idrica dell’edema.
2)  dura (ad elevata componente fibro-sclerotica) il linfotaping sfrutta la capacità di spostare fisicamente i fluidi nel contesto dell’interstizio verso le regioni prossimali ed indirizzarli verso le vie alternative di drenaggio. Si crea, così, una sorta di via alternativa di drenaggio rendendosi simile ad un binario ferroviario che indirizza verso zone alternative-drenanti (bypass del blocco linfatico linfonodale).
3) sclerotica: Vi è forte rallentamento del flusso sanguigno e linfatico, con noduli aumentati e dolenti al tatto. La fibrosi iniziale si è trasformata in vera e propria sclerosi dei tessuti che hanno ingabbiato in grossi ammassi duri i micronoduli precedenti.
Il numero dei capillari dilatati, quasi sempre presenti, aumenta. Possono  apparire degli ematomi, segno di fragilità capillare. La superficie cutanea non è più omogenea e levigata ma presenta il tipico aspetto “a materasso”, è fredda al tatto a causa dell’insufficienza circolatoria, è dolente se viene toccata anche con modesta pressione e, se viene compressa, lascia una depressione che scompare solo dopo alcuni secondi: è la cellulite allo ultimo stadio.
Importante seguire le giuste osservanze nell'uso del Taping:
 
a)   Si utilizza un materiale(nastro) classificato dalla Comunità Europea in classe A: da banco, privo di farmaci e sostanze chimiche di altro genere
b)   Le applicazioni proposte hanno scopo estetico per il drenaggio dei liquidi e della cellulite
c)   Questa tecnica viene realizzata dopo le applicazioni manuali di linfodrenaggio
d)   Non viene mai dichiarato un obiettivo terapeutico, ma solamente estetico
e)   L'operatore  ha nelle proprie competenze professionali anche quella di eseguire il drenaggio dei liquidi corporei,  e il taping elastico è una tecnica sinergica a tale obiettivo dichiarato
f)    L’estetista è il professionista che si occupa a livello estetico di aiutare il drenaggio della cellulite e il taping kinesiologico diventa un valido strumento aggiuntivo a tale scopo.

martedì 11 febbraio 2014

PERCORSO SHAMAL


TAPING KINESIOLOGICO

NOVITA' !!!!!!!!!!!!!!!!!!
KINESIO TAPING
Il Kinesio Taping è un bendaggio adesivo elastico con effetto terapeutico bio-meccanico.
Benefici:
Riduce il dolore e facilita il drenaggio linfatico tramite il sollevamento della pelle e aumentando così lo spazio interstiziale. Appena il corpo si muove, il tape funzionerà come una pompa, stimolando continuamente il drenaggio linfatico e riducendo la p...ressione sui nocicettori cutanei.
Questa tecnica può aiutare a ridurre l’infiammazione, il dolore, la contrattura e il dolore muscolare, correggere la postura, aumentare la mobilità articolare.
Indicato per trattamento di danni muscolari da sport, trattamento dell’edema e del dolore, infiammazioni e rigidità articolari, affaticamento muscolare, correzione posturale, postumi di traumi, lombalgie, cervicalgie, ecc...Vieni a provarlo.

mercoledì 4 settembre 2013

CHAKRA E COLORI

Nelle tradizioni orientali, il corpo umano è composto da molti livelli di energia, sia fisici che “sottili”. Nei testi sacri buddhisti ricorre il concetto per cui noi siamo creature con un corpo fisico - che usiamo per correre camminare, mangiare, stare al mondo -, ma la nostra esistenza non si esaurisce in questa evidente fisicità. Abbiamo anche un corpo sottile chiamato “corpo di vajra” (vajrakõya), regolato da flussi di energia sottile distribuiti lungo canali (nadi) e dentro centri energetici (chakra). L'energia che si accumula nei chakra ci consente di avere un'attività intellettuale, emotiva e spirituale.


Aprire un chakra significa attivare il tipo di energia che si può sprigionare dal singolo centro. La meditazione, l'ascolto dell'altro, la vita stessa, le scelte che ci mette davanti, sono tutte vie attraverso cui un chakra può aprirsi. Esiste anche una tecnica che consiste nel concentrarsi sul singolo chakra e visualizzare il colore associato; a ogni simbolo che identifica un chakra corrisponde infatti una tonalità cromatica precisa. Quando sono sviluppati bene, i chakra rilasciano energia che diventa potere creativo, piacere sessuale, potenziamento delle proprie doti naturali. Scopriamo il significato di ciascun chakra, leggendolo in chiave sia individuale che spirituale.


Scopriamo, uno per uno, i sette chakra:

1° chakra: muladhara o “chakra della radice”
Posizione: nella parte inferiore del bacino, tra coccige e pube
Colore: rosso
Significato: è la stabilità psichica nelle diverse situazioni della vita, la capacità di governare gli istinti; poiché ha solo un polo, tende ad essere un po' più grande degli altri chakra. È il chakra con cui vengono assorbite le energie della Terra e scaricate le tensioni eccedenti mediante l'atto sessuale.

2° chakra: svadhistana o “chakra splenico”
Posizione: metà inferiore del ventre
Colore: arancio
Significato: è il piacere, la gioia di vivere, la sessualità espressa al massimo delle sue potenzialità.

3° chakra: manipura o “chakra del plesso solare”
Posizione: metà superiore del ventre
Colore: giallo
Significato: è la capacità di agire energicamente, la volontà, l'autostima e l'autonomia personale. In senso spirituale è l'essenza attiva di cui siamo stati dotati.

4° chakra: anahata o “chakra del cuore”
Posizione: zona pettorale del corpo
Colore: verdeSignificato: è la capacità di amare emotivamente, provare cioè un sentimento che non parte tanto dalla mente, quanto dal cuore. Occorre ricordare che, nella tradizione yoga, amore e ascolto sono in stretta relazione; spiritualmente parlando, hanno la stessa valenza.

5° chakra: vishuddha o “chakra della gola”
Posizione: nella metà inferiore del collo e a livello delle clavicole
Colore: azzurro
Significato: è la creatività, la comunicazione, la spiccata percezione estetica. I bravi artisti, musicisti e altri servitori dell’arte sono persone nelle quali il vishuddha è ben sviluppato. In senso spirituale, infatti, rappresenta la connessione con l'altrove, l'essere in comunicazione con dimensioni che superano l'umano.

6° chakra: adjnia o “chakra del terzo occhio”
Posizione: grande chakra che si trova al centro della fronte
Colore: indaco
Significato: è la mente tattica, razionale. In senso spirituale è il terzo occhio, come qualità della persona è la fiducia in se stessi.

7° chakra: sahasrara o “chakra della corona”
Posizione: sopra il cranio
Colore: viola
Significato: è la capacità spiccata di pensare strategicamente, cioè abbracciare la situazione con il pensiero; in senso spirituale è la comunione con il Divino, in senso individuale è l'autorealizzazione.